La notte dei Cucibocca

A Montescaglioso (Matera) il Cucibocca, essere misterioso che nasconde il viso e la bocca tra capelli e barba bianchissimi, si aggira nella notte in cerca di silenzio.

Non è ancora chiaro la provenienza di questa misterioso personaggio. Molti studiosi però lo confrontano con Arpocrate raffigurato proprio nella stupenda abbazia di San Michele a Montescaglioso.

Nella mitologia egizia, Arpocrate (dio “Hor pa khred”, ossia Horo) è il figlio di Iside ed Osiride che fu punto da uno scorpione e che guarì grazie alla magia della madre, divenendo così il simbolo delle guarigioni.

Iside era considerata la detentrice delle conoscenze segrete e dei poteri magici
Veniva definita “Potente di voce” ovvero la sua “potenza” proveniva dalla capacità di pronunciare determinati nomi, parole o formule magiche (Hekau) in modo corretto e col giusto tono di voce e quindi disporre di grandi poteri fra cui quelli di comandare gli spiriti e riportare in vita i defunti.

Arpocrate, divenuto poi simbolo dei segreti iniziatici (Dio del Silenzio), viene raffigurato nell’abbazia di San Michele a Montescaglioso come un vecchio incappucciato, con un indice rivolto verso le labbra e l’altro puntato verso la parola: “Silentium” – Silenzio.

Intorno a lui leggiamo:
<Silentium sit vobis charum ut vivet non sit amarum>
Il silenzio vi sia caro affinché il vivere non sia amaro


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